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Offese al capo dello Stato indagati Belpietro e Di Pietro

Come in una Repubblica che si rispetti, in cui la “Legge è uguale per tutti”, anche leader di partiti opposti al nostro Presidente Perseguitato, Silvio Berlusconi, possono essere indagati.
La procura di Roma ha infatti chiesto l’autorizzazione a procedere nell’indagini al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano (il fautore del Lodo Alfano…per chi non lo conoscesse), nei confronti di Antonio Dipietro, leader dell’IDV, e Maurizio Belpietro, direttore di Libero.
L’accusa: ipotesi di reato di offese al prestigio al Capo dello Stato.


Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - disse Di Pietro - affermando che non poteva non firmare la legge criminale sullo scudo fiscale, ha compiuto un atto di viltà ed abdicazione”.


Se c’è offesa, giusto che paghi. Ma vorrei ricordare che le offese non derivano solo dall’uso di parole come “viltà” o “abdicazione”. Ma anche da discorsi che lasciano intendere la volontà di azioni poco onorevoli: come “promettere” una legge ad personam da parte del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che è, e dovrebbe essere, sopra le parti, come lui stesso si descrive. E cosa dire dei discorsi fatti recentemente, nei quali si accusa sempre il nostro Presidente della Repubblica di essere di parte e di sinistra??

Queste non sono forse offese?? Accusare e dire pubblicamente che la nostra più alta carica politica non è quella che dovrebbe essere, onesto ed imparziale, non è offendere il prestigio del Capo dello Stato?
Credo sia la più grande offesa che gli si possa arrecare.


Articolo tratto da Repubblica.it.


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